Deiana-Emiliano

CAGLIARI. "Chi ha paura dei sindaci?". Se lo chiede su Facebook il primo cittadino di Bortigiadas Emiliano Deiana. Rientrato da Roma dopo aver partecipato - in qualità di presidente Anci Sardegna - all'incontro annuale tra governo, Parlamento e sindaci, Deiana riferisce di aver sentito indiscrezioni secondo le quali "qualcuno" - "andando anche oltre le previsioni statutarie" - sarebbe intenzionato a introdurre in Sardegna una norma che vieti ai sindaci di candidarsi al Consiglio regionale così come la legge vieta ai primi cittadini dei Comuni sopra i 20 mila abitanti di candidarsi alle Camere.

"Non ci credo, naturalmente - commenta ironico il sindaco di Bortigiadas - che ci siano idee così balzane in giro perché sarebbe come dire: faccio una legge elettorale che prevede la candidabilità dei soli consiglieri regionali uscenti". E allora, si chiede il presidente Anci, "Chi ha paura dei sindaci? E perché?".

"I sindaci - aggiunge Deiana tornando sulle polemiche dei giorni scorsi tra alcuni primi cittadini barbaricini e il segretario regionale del Pd, Giuseppe Cucca - sono la parte più esposta della Repubblica. Una parte che andrebbe trattata con cura, con attenzione, con scrupolo. Invece si preferisce demonizzare, delegittimare anche sulle questioni relative al maltempo".

Ma a cosa si riferisce esattamente Deiana? A spiegarlo è lui stesso con un post successivo: "La Presidenza di Anci Sardegna ha ricevuto informalmente copia di un emendamento presentato sul provvedimento di riforma elettorale sulla doppia preferenza di genere. Tale emendamento - che il sindaco di Bortigiadas allega al post - pare sia stato stralciato in sede di Conferenza di Capigruppo e prevedeva, come da foto allegata, l'obbligo per i sindaci che avessero intenzione di candidarsi alle elezioni regionali - al di là anche della dimensione demografica - di dimettersi sei mesi prima delle elezioni stesse".
 
Un emendamento che Deiana non esita a tacciare di slealtà: "Noi siamo disponibili a discutere di ineleggibilità, di incandidabilità, di incompatibilità, di conflitti d'interesse e dello status degli amministratori locali - conclude - ma lo vorremmo fare serenamente, alla luce del sole, con una discussione franca sullo stato dei rapporti fra i livello istituzionali e sul senso preciso della "leale collaborazione. Preferiremmo non farlo assistendo al tristissimo spettacolo dei blitz a provvedimenti di tutt'altro tenore e valenza".