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CAGLIARI.  "Ciao cara Sla, è da tempo che dividiamo lo stesso corpo". Inizia così la lettera di Hemerson Cara, il trentasettenne di Selargius ex calciatore che combatte da tanti anni la malattia.  "Da ben 8 anni mi hai reso la vita difficile - scrive Hemerson - non mi hai fatto fare la vita che ogni ragazzo desidera, non mi hai fatto fare il mio sport preferito (calcio) non mi hai fatto più lavorare mi hai penalizzato in tutto". Eppure il giovane non si è mai arreso. La sua lotta contro la Sla, la sclerosi laterale amiotrofica, che l'ha costretto ad abbandonare la sua più grande passione, non ha frenato il suo incredibile coraggio e la sua voglia di vivere. E soprattutto non gli ha tolto il sorriso, nonostante i momenti di sconforto per la scoperta della malattia. "Mi hai fatto entrare nello sconforto più grande, poi mi sono detto che avrei potuto farcela a conviverci anche se con l'andare del tempo sarebbe stato molto più difficile perché quando i muscoli respiratori e quelli della deglutizione smetteranno di funzionare respirerò meccanicamente e mangerò attraverso un sondino nello stomaco e non parlerò più. Dopo 6 anni mi hai fatto ricoverare per la broncopolmonite e mi stavi per mandare all'altro mondo ma non ci sei riuscita.. Ora a due anni da quel momento non ho mai smesso di lottare perché farlo è nel mio dna lottare come facevo in campo e sperare sempre nella vittoria e so che un giorno arriverà ne sono sicuro.. Ma una cosa, cara Sla, non mi hai preso e non mi prenderai mai ed è il sorriso! Ora ti lascio anche se so che continuerai a farmi dannare ma sappi che non mi arrenderò mai".