Operazione-chirurgica

LIONE. È di pochi giorni fa la notizia del clamoroso "risveglio" di un uomo in stato vegetativo da parte dell'equipe guidata dalla dottoressa di Tortolì Angela Sirigu, Un successo mediatico che ha fatto il giro del mondo in questi giorni. Ma, stando a quanto riporta Le Monde, il paziente sarebbe già morto. “Un’omissione che - secondo il quotidiano francese - solleva molte domande”.

Quello della dottoressa Sirigu e dei suoi collaboratori era stato definito uno studio rivoluzionario in grado di “risvegliare” i pazienti che si trovano in uno stato comatoso ritenuto fino a oggi irreversibile. Secondo il team di scienziati, invece, intervenendo con la stimolazione del nervo vago su pazienti in stato vegetativo è possibile provocarne il risveglio.

Il paziente al centro dell’esperimento era un trentacinquenne che da 15 anni si trovava in stato vegetativo a causa delle gravi lesioni cerebrali riportate a seguito di un incidente in moto. Dopo un intervento chirurgico durato - secondo quanto riferito dal gruppo di scienziati - solo una ventina di minuti, il paziente era tornato in grado di seguire lo spostamento di un oggetto con lo sguardo, muovere il capo e rimanere sveglio anche a lungo.

Tuttavia, mentre la notizia faceva il giro del mondo riaccendendo le speranze di tante famiglie, il paziente era già deceduto. E, secondo quanto riferisce Le Monde, la dottoressa Sirigu - oggi direttrice dell'Istituto di Scienze Cognitive del Cnrs (il Centro Nazionale di ricerche francese) a Lione - avrebbe suggerito alla sua equipe di continuare a monitorare l'uomo anche dopo la morte. Sulla decisione di tacere la notizia della scomparsa ("non legata allo studio") la dottoressa spiega al quotidiano britannico The Guardian che si è trattato di una scelta concordata con la famiglia dell'uomo: "È stato un errore, perché era ovvio che ci sarebbe stato chiesto cosa ne era stato del paziente".