Aula-Montecitorio

ROMA. Sì alla fiducia sul Rosatellum bis. Sollecitato dal capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato (che dà il nome al ddl), al termine di una riunione d'urgenza del Consiglio dei ministri il premier Paolo Gentiloni autorizza il voto di fiducia sul disegno di legge elettorale. Obiettivo della maggioranza - sostenuta dal Forza Italia, Alternativa Popolare e Lega - è mettere a riparo la riforma dalle imboscate dei franchi tiratori nell'ipotesi di voto segreto.

Immediate le proteste delle forze politiche contrarie alla legge che - con Cinque Stelle ed Mdp in testa - invocano l'intervento del capo dello Stato. Ma il Colle risponde picche e fa sapere che il Quirinale nulla può in merito. Contro la "fiducia tecnica" - che verrà posta sui primi tre articoli del Rosatellum bis, quelli oggetto degli emendamenti su cui le opposizioni chiedevano lo scrutinio segreto - i grillini parlano di "emergenza democratica" e convocano i militanti per una grande mobilitazione di piazza. Come previsto dal regolamento delle Camere, il voto finale sul provvedimento sarà comunque segreto.