StefanoBenni

SAN SPERATE. Sarà Stefano Benni, scrittore italiano tra i più amati e conosciuti, l'ospite che taglierà il nastro della quattordicesima edizione di Cuncambias, il festival di cultura popolare organizzato e diretto da Antas Teatro in programma a San Sperate dal 26 al 30 luglio. L'appuntamento è alle 20,30 allo Spazio Antas: a condurre l'incontro sarà Paola Atzeni, la cantautrice cagliaritana Chiara Effe accompagnerà la conversazione. Benni porterà a San Sperate il suo “Prendiluna”, ultimo romanzo edito da Feltrinelli: tra visioni oniriche narrate con un linguaggio travolgente e ironico racconta l'incredibile vicenda di Prendiluna, una vecchia maestra ormai in pensione alle prese con gatti parlanti e personaggi misteriosi.

Giornalista, umorista, sceneggiatore, scrittore e poeta, Benni ha collaborato con quotidiani e periodici. Per Feltrinelli ha diretto la collana 'Ossigeno'. Ha scritto per il cinema e il teatro. I romanzi di Benni, con incredibili personaggi che si muovono all'interno di mondi e situazioni immaginarie, contengono una forte satira della società italiana degli ultimi decenni. La sua scrittura fa ampio uso di giochi di parole, neologismi e parodie di altri stili letterari. I suoi libri sono stati tradotti in più di 30 lingue. Tra i romanzi di maggior successo “La compagnia dei celestini”, “Achille pié veloce”, “Margherita Dolcevita”, “Pane e tempesta” e il fortunato “Bar Sport”. Nel 2015 ha rifiutato il premio Vittorio de Sica, attribuito annualmente ad alte personalità italiane e straniere di sintesi nelle arti, per protesta contro i tagli alla cultura e alla scuola attuati dal Governo Renzi.

Prima di Stefano Benni, alle 19,30, ci sarà lo spettacolo "Il colore del cielo", esito scenico del laboratorio per ragazzi realizzato da Teatro Atlante, con Emilio Ajovalasit e Preziosa Salatino. Alle 22 la presentazione del Festival in piazza San Giovanni: “Tempus” è il titolo della quattordicesima edizione di Cuncambias in omaggio a Giulio Angioni, scrittore e antropologo e grande amico del festival scomparso di recente. Sul palco Tziu Giuliu Podda, ultracentenario del paese e attore teatrale, con Gilberto Collu, Giulio Landis, Andrea Serra, Bruno Tognolini e Stefano Benni, conducono Giacomo Casti e Fabio Tidili; interventi musicali dei DirtyWipes (Daniele Landis, Luca Spiga, Elisa Banchero, Gabriele Perra, Claudio Casti e Stefano Pontis); la produzione video è affidata a Ennio Madau. Alle 21 verrà inaugurata “Tempi mostruosi', esposizione di Is Femmineddas e Giampaolo Mameli che resterà visitabile per tutto il Festival. Ad accompagnare la lettura ci sarà una lettura di Bachisio Bachis.A seguire la performance teatrale di Antas Teatro dal laboratorio “Voci”, con Michela Atzori, Francesca Benedetti, Lucia Cinus, M. Noemi Cadelano, Daniela Cannas, Fausta Onnis, Raimonda Mercurio, e Pino Mameli per la regia di Stefano Farris. Chiuderà la serata il concerto di Chiara Effe e Adele Madau, violinista sperimentale che spazia dal rock alla musica minimale, dal flamenco alla samba e alla musica contemporanea.

La seconda giornata di Cuncambias, giovedì 27 luglio, si apre al mattino con il poeta e scrittore Bruno Tognolini, delicato inventore di rime e storie per ragazzi, considerato l’erede di Gianni Rodari, geniale autore sardo trapiantato a Bologna che allo Spazio Antas terrà un incontro dal titolo “Il giardino dei musi eterni”.Molti gli appuntamenti in programma dal pomeriggio alla sera, tra cui, in piazza San Giovanni, l’atteso “Il tempo delle mele – Revival”, con alcuni degli storici protagonisti del teatro e della cultura in Sardegna: Tino Petilli, Mario Fughesu, Ida Pillittu, Emma Medas, Giampaolo Loddo e Nino Nonnis. L’incontro sarà condotto da Giulio Landis e Germano Mascia, interventi musicali di Stefano Minnei. A chiudere la serata sarà il reading/concerto “Schumann Lullabies”, allo Spazio Antas, spettacolo con le letture di Giacomo Casti e le musiche di Weiyin Chen, straordinaria artista taiwanese-americana del pianoforte classico contemporaneo per la prima volta in Sardegna. Lo spettacolo è un viaggio musicale e narrativo attraverso musica, passione, talento, amore, spiritismo e follia dei tre più grandi musicisti dell'Ottocento in Europa: il compositore Robert Schumann, sua moglie Clara Wieck Schumann, straordinaria pianista e concertista, e il giovane Joahnnes Brahms, da molti ritenuto l’unico vero erede di Beethoven.L’intero ricavato della serata (l'ingresso costa 5 euro) verrà devoluto a Emergency.

Nel venerdì di Cuncambias, 28 luglio, appuntamento con l’ironico e divertente spettacolo della strana,amatissima coppia Francesco Abate-Jacopo Cullin. Uno scrittore e un attore insieme sul palco di piazza San Giovanni, a partire dalle 22, per raccontare Bellepòc & S’Arrevesciu. La verità sul viaggio di Lawrence. Mentre il concerto di chiusura sarà il viaggio sonoro di Arrogalla e Mauro Palmas, dalle 23,15 allo Spazio Antas. Il sabato 29 luglio sarà un sabato di festa e musica, con il concerto dei Ratapignata alle 22, sul palco insieme a Giacomo Casti e Emilia Agnesa, in piazza San Giovanni. A seguire, allo spazio Antas, il dj set di Maurizio Pretta: Des Model: Gli anni Ottanta secondo Palitrottu. Tra letteratura e buona musica la giornata conclusiva del festival, domenica 30 luglio. Alle 20 in piazza San Giovanni la premiazione del XIV Concorso Letterario Anselmo Spiga, condotta da Fabrizio Carta,Maurizio Pilloni e Mauro Ibba. Cala poi il sipario sull’edizione numero quattordici di Cuncambias, alle 22, con il concerto dei SafirNòu (Antonio Firinu, Yaacob Gonzales, Andrea Cogoni, Gianluca Pischedda, Matteo Marongiu,Marco Caredda e Sergio Gonzales Cuervo).

IL RACCONTO. Tutte le sere, alle 21,45 in piazza San Giovanni, il racconto del festival affidato a quattro narratori d’eccezione: Francesco Scanu, Alessio Deiana, Andrea Serra e Andrea Melis che tutti assieme, e ognuno a suo modo, ci racconteranno la loro percezione del Tempo attraverso i loro luoghi del cuore.MOSTRE. L'impoverimento della dimensione umana e la paura della diversità sono i temi che hanno ispirato'Tempi mostruosi', esposizione di Is Femmineddas e Giampaolo Mameli visitabile dal 26 al 30 luglio nella Casa delle due mani, a San Sperate. Is Femmineddas presentano una serie di opere uniche che assumono le sembianze di mostri timidi e creature improbabili e discrete che animano un mondo fantasioso e colorato, da guardare da un punto di vista disincantato. Alcune frasi ricorrenti nella cronaca più recente prendono forma invece nelle ceramiche e nei dipinti di Giampaolo Mameli, diventando frammenti visivi di una normalità interrotta, affacciati su vite precarie e sospese. L'inaugurazione della mostra, il 26 luglio alle 21, sarà accompagnata da una lettura a cura di Bachisio Bachis.

LABORATORI. Si intitola 'Isole remote' il laboratorio di arti visive, cartografia e movimento creativo proposto per Cuncambias ai bambini tra 3 e 5 anni da Alessandro Carboni e Chiara Castaldini per venerdì 28 luglio. Il laboratorio prende spunto dall'omonimo testo di Judith Shalansky: come ogni atlante è frutto di esplorazioni, questo progetto cerca di scoprire e collezionare dettagli geografici, ricchezze e storie per raccontare le storie delle isole. Sabato 29 luglio allo Spazio Antas l'animazione alla lettura con Ciro Francioso, per bambini tra 7 e 10 anni.

IL TEMA. Cuncambias compie quattordici anni e ritorna, come ogni estate, con le sue giornate ricche di incontri, teatro, musica, letteratura, buon cibo e convivialità per grandi e per piccini; il Festival di Cultura Popolare, sempre più amato dalla sua comunità e sempre più internazionale, torna per rendere ancora più magiche le sere di San Sperate e dello storico e artistico rione di San Giovanni in particolare.Il titolo di questa nuova edizione è “Tempus”; un tema universale e assoluto, dibattuto da sempre dafilosofi e fisici, fonte di ispirazione costante per artisti e pensatori, che a Cuncambias sarà declinato in tanti modi possibili, senza mai perdere di vista la leggerezza e l’ironia che caratterizzano il Festival. Tempus è riflessione sul passato, ispirazione dal presente e aspirazione per il futuro; Tempus è urgenza di riflettere sui grandi temi di oggi e ricordare ciò che è stato grande ieri; Tempus è festa dei saperi senza paura di essere popolari e diretti; Tempus è un omaggio al compianto Giulio Angioni, scrittore e antropologo grande amico di Cuncambias, che proprio così intitolò una delle sue raccolte poetiche bilingue, in sardo e in italiano. “Il tempo è la cosa più importante: esso è un semplice pseudonimo della vita stessa”, così scriveva Antonio Gramsci, il nostro conterraneo più famoso al mondo; così proveremo a fare noi, pensando al nostro tempo come alla risorsa più preziosa a nostra disposizione. Vi aspettiamo,prendetevi il vostro tempo.

I LUOGHI, UN FESTIVAL E UNA COMUNITA'. La XIV edizione del Festival si svolgerà a San Sperate, come sempre nel rione storico di San Giovanni. In virtù della sua anima popolare, il festival coinvolgerà l’intero rione che si trasformerà in spazio scenico allestito e abbellito con installazioni scenografiche. La suggestione dei vicoli, delle piazze e delle lollas del rione garantiscono quella atmosfera e quella convivialità tra artisti e spettatori che è una delle caratteristiche di Cuncambias: questo accade ogni anno grazie alla disponibilità e al senso civico degli abitanti, oltre che alla capacità degli organizzatori di renderli partecipi attori degli avvenimenti.

CUNCAMBIAS, TRA CULTURA POPOLARE E FILOSOFIA DEL BARATTO. Il Festival di Cultura popolare Cuncambias nasce nell'estate del 2004 per ricordare Anselmo Spiga, drammaturgo e uomo di cultura. La parola Cuncambias, nella variante campidanese della lingua sarda, significa "baratto, scambio", e la manifestazione ha fatto del significato di questa parola la sua filosofia. Cuncambias è un progetto/Festival laboratoriale e gioioso, che prova ad affrontare il presente con le armi della cultura e della socialità con il teatro, la musica, la letteratura, gli incontri, le mostre, la cultura del cibo e le buone pratiche. Tutto questo è messo assieme a produrre qualcosa in più della somma degli ingredienti, ovvero una pietanza capace di stimolare gli appetiti intellettuali più esigenti e allo stesso tempo di “sfamare” in modo diretto e popolare i palati dei tanti che, da un prodotto culturale, pretendono soprattutto immediatezza e spunti collettivi. Tutti gli appuntamenti sono liberi e gratuiti.

Notturni-di-note

CAGLIARI. Cala il sipario su “Notturni di Note”, la rassegna che dal 20 giugno ha visto protagonisti i migliori allievi delle classi di Pianoforte e Musica da camera del Conservatorio di Cagliari. L’ultimo appuntamento è lunedì 24 luglio alle 21.30, come sempre nel cortile interno dell’istituzione musicale, nel Parco della musica. Protagonisti saranno il pianista Marcello Calabrò e l’ensemble Scisma del Conservatorio. Il programma prevede l’esecuzione di partiture di Claude Debussy, Béla Bartók, Charles Ives, Domenico Lavena, Claudia Mura, Matteo Atzori, Marcello Calabrò e Luigi Dallapiccola.

Musica sotto le stelle all’insegna del filo conduttore della rassegna: l’ispirazione notturna.

Ingresso 5 euro.

Notturni di Note è curato dalle docenti Elisabetta Dessì e Aurora Cogliandro.

Informazioni: tel. 070 493118.

Ippodromo

CAGLIARI. Non è mai stato il fiore all'occhiello del Comune di Cagliari. Adesso palazzo Bacaredda si libera per sempre dell'ippodromo del Poetto: all'ordine del giorno del Consiglio, convocato per martedì prossimo, c'è lo “scioglimento e liquidazione della Società Ippica di Cagliari Srl”. La giornata di mercoledì 26 sarà invece dedicata, dalle 18, al dibattito sul tema dell'Edilizia Residenziale Pubblica; dalle 17 verranno trattate le interrogazioni.

Balli-sardi-2

CAGLIARI. Una pista da ballo d’eccezione sul Golfo degli Angeli: venerdì dalle 21, la terrazza del Bastione Saint Remy si trasformerà in sala sotto le stelle. Non una serata qualsiasi ma Bell’arrosa, una discoteca di ballo sardo all’aperto. Nessun volume assordante, tutti in cerchio o a braccetto per piccoli gruppi. L’appuntamento, con ingresso gratuito, è stato organizzato dall’associazione culturale Iscandula che da oltre trent'anni si occupa di promuovere e diffondere la musica tradizionale e in particolare le launeddas. Il nome scelto è un omaggio alla figura più acrobatica della danza - detta anche Sciampitta - quando il ballerino, tenuto da altri due compagni, esegue i passi capovolto. Nella lunga serata di festa si alterneranno vari professionisti: Orlando Mascia, alle launeddas e altri strumenti sardi; Bruno Camedda, fisarmonica e organetto; Graziano Montisci e Michele Deiana alle launeddas; Eliseo Mascia, percussioni, e ospite speciale Cosimo Lampis, alla batteria. Ma i veri protagonisti saranno i ballerini di ogni età. 
 
Bell’arrosa si propone di rievocare uno storico evento a venti anni dalla sua realizzazione e dal contagioso successo. Era infatti il 1997 quando Iscandula ideò la serata-pioniera a Quartu Sant’Elena, organizzata dal Circolo Ottocento del compianto Alberto Orrù. Si tenne nei locali della Casa Sarritzu dove si riunirono giovani arrivati dai paesi lontani, adulti, anziani e bambini. Tutti a ballare – esperti e non - senza dover aspettare la festa del patrono o senza doversi iscrivere necessariamente a un gruppo folkloristico. E fu proprio da quell'input che nacquero varie scuole di ballo tra cui Cagliari e Quartu Sant'Elena. Ma al secondo appuntamento arrivarono i controlli e infine la Polizia - verificata l’inadeguatezza dell’impianto elettrico – inflisse una multa di quattro milioni e una diffida. Dopo qualche tempo e in altre sedi, l’esperimento fu ripetuto ma senza il successo straordinario dell’esordio. Fino a oggi

Secondo l’antropologo danese Andreas Fridolin Bentzon, il primo in assoluto a studiare – e registrare negli anni Cinquanta - la musica delle launeddas, il loro uso è arrivato fino a noi proprio grazie ai balli del fine settimana. Il suonatore veniva infatti ingaggiato dai giovani di un paese con un contratto scritto detto Tzaracchia con il quale si impegnava ad accompagnare i balli di tutti i sabati e le domeniche per l'intero anno. Questa attività gli garantiva uno stipendio saldato di solito al raccolto. Una ricostruzione confermata anche dal ritrovamento, da parte del dottor Carlo Pillai, di alcune copie dei contratti conservati nell’Archivio di Stato di Cagliari. Poi i balli domenicali caddero in disuso dopo la seconda guerra mondiale con l’arrivo dei fonografi e soprattutto della Siae che imponeva il pagamento di una tassa (non dovuta perché si tratta di musica di pubblico dominio) che spesso superava addirittura il cachet dei suonatori. E così le piazze dei paesi smisero di essere delle piccole ‘discoteche’ all’aria aperta. 

tubature-Abbanoa

CAGLIARI. Più di mezzo chilometro di nuove reti idriche realizzate grazie a un investimento di 136 mila euro: domani le squadre di Abbanoa saranno a lavoro lungo via Palestrina per completare i collegamenti di tutte le condotte realizzate recentemente nelle strade laterali. Gli interventi inizieranno alle 9 e termineranno alle 17: in questo arco di tempo si verificheranno temporanee interruzioni man mano che i tecnici procederanno alla scollegamento delle vecchie tubature e all’allaccio delle nuove. Saranno interessate le vie Ponchielli, Monteverdi, Paganini, Canepa, Palestrina, Pergolesi e Largo Gennari.

L’intervento rientra in un programma di efficientamento delle reti idriche in corso nel quartiere di Genneruxi. Complessivamente Abbanoa ha sostituito più di mezzo chilometro di condotte con un investimento di circa 136 mila euro. Le risorse sono quelle destinate alle manutenzioni straordinarie finanziate direttamente dai proventi delle bollette. Oltre alle reti, sono stati rifatti anche gli allacci alle utenze servite.

I tratti interessati dalla sostituzione integrale delle condotte sono stati individuati tenendo conto delle problematiche riscontrate negli ultimi anni: in particolare le frequenti rotture che comportavano numerosi interventi di riparazione da parte delle squadre di Abbanoa. Non solo: la nuova rete è stata realizzando creando diversi anelli di interconnessione e divisione tra nuove maglie di distribuzione principale e secondaria in modo da garantire una più corretta distribuzione dell’acqua potabile.

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